Scheda biografica "Ludovico Vuolo"

Il frate dell’ordine dei celestini Ludovico Vuolo rappresenta una figura di assoluto prestigio nella storia della scuola pubblica. Nato a Villamaina l’8/5/1739, come si evince dalla consultazione del locale Archivio parrocchiale, da Sabato e da Domenica Ricciardi, fu uno dei pionieri del sistema di pubblica Istruzione nel Regno di Napoli. 

Nel 1784 fu incaricato, di recarsi in Austria a studiare il metodo normale voluto dalla Regina Maria Teresa e redatto dal ministro Felbiger “Allgemeine Schulordnung”.

Il sistema normale

Lo accompagnava un altro frate, Alessandro Gentile, dello stesso ordine religioso.

Ludovico Vuolo si occupò di tradurre e studiare il metodo austriaco e, rientrato in Italia, l’anno successivo (1785), volle farsi affidare dal Re un gruppo di soldati analfabeti, con il compito di istruirli in pochi mesi. Sua Maestà  poté verificare di persona i risultati ottenuti, convincendosi di avviare un programma di istruzione basato sul metodo normale, anche nel regno di Napoli.

Ludovico Vuolo fu membro di spicco della Commissione di Stato per la formulazione della riforma scolastica, a lui dobbiamo infatti  il  Metodo d’insegnare a leggere, ad uso delle scuole normali nei domini di S. M. Siciliana, pubblicato a Napoli per nel 1789. Lo studio del religioso irpino fu così meticoloso che egli riportò persino delle indicazioni in merito agli spazi ed agli accessori che la scuola pubblica avrebbe dovuto avere sul modello dell’organizzazione osservata in Austria. A fine secolo lo scritto di Vuolo in Italia, era praticamente considerato “il manuale di tutti maestri".

Di lui si conservano anche altre due pubblicazioni, una Lettera su di un fenomeno che si sperimentò dopo il tremuoto avvenuto nell'Aquila il giorno 11 di novembre. All'egregio patrizio D. Antonio Di Gennaro, Napoli, 20 Febbraio 1789, pubblicata a Napoli l’anno successivo, un Catechismo sulla Costituzione civile  del clero, opera  del vescovo costituzionale di Tarbes Jean Guillame Molinier tradotta dal francese-) ed un Estratto dell'editto dell'imperatrice Maria Teresa contenente il regolamento delle scuole normali.

Con il prezioso contributo del nostro Ludovico Vuolo nascevano, dunque, le scuole normali nel Regno delle due Sicilie, ossia le prime scuole elementari pubbliche gratuite e collettive, maschili e femminili.

Lo studioso irpino istituì, inoltre, a Napoli, nel convento di San Pietro a Majella una scuola di formazione (Scuola Capo Normale) rivolta agli aspiranti insegnanti.

Vuolo favorì la diffusione dell’esperienza in tutto il centro sud, forte anche dell’appoggio  del suo conterraneo don Domenico Caracciolo marchese di Villamaina che all’epoca, dopo aver ricoperto l’incarico di viceré in Sicilia, rivestiva  il prestigioso ruolo di Primo ministro del Regno di Napoli.

La data ed il luogo di morte sono sconosciuti.

Con ogni probabilità Ludovico Vuolo si allontanò dal Regno di Napoli, in quanto coinvolto nei disordini politici seguiti alla rivoluzione partenopea del 1799 e, per sfuggire alla sua condanna a morte, si rifugiò in esilio all’estero (Francia o Austria), dove si spense sicuramente dopo il 1815, giacché le tracce della sua attività letteraria rimandano a quell’anno.

Prof. Nicola Trunfio